lunedì 28 dicembre 2009

A proposito di grandi maestri...Dal Blog di Gigi Garanzini


Non sarete un po' stufi anche voi di Felipe Melo o di Ferrara? Io sì, e per questo passo a proporvi un giochino di Capodanno. Giochino poi mica tanto, perchè con la storia non è il caso di scherzare. Nessuna squadra aveva mai vinto tutto come il Barcellona 2009. Campionato, coppa nazionale, coppa dei campioni e intercontinentale. Più le due supercoppe marketing di recente istituzione, insomma sei su sei. Il giochino, partendo da questo Barca è: qual è la più grande squadra di club di tutti i tempi?Mica facile eh? Difatti. Istruzioni per l'uso, a cui siete ovviamente liberi di derogare. Deroghe motivate, possibilmente, ma non romanzate. Lo dico perchè leggere il blog è diventato un altro lavoro e, sempre secondo me, un po' di sintesi in linea di massima e con le dovute eccezioni non guasterebbe.
Chiaro che si andrà a suggestioni perchè, per dirne una, io il grande Real di Di Stefano l'ho visto giocare, qualche volta, ma la Honved di Puskas no. Chiaro anche che per reggere il confronto con il Barcellona di quest'anno deve essere una squadra con una dimensione -anche- internazionale. Cosa che mi porterebbe a escludere il grande Torino, per esempio, e la Juve del quinquennio. Così come la Maquina del River, creata da Renato Cesarini nell'Argentina anni '40, che secondo i sudamericani era una squadra pazzesca, con nomi mitici quali Labruna, Pedernera e il giovane Di Stefano.
Io senza fare classifiche parto dall'Ajax anni '70 che ha cambiato il calcio. Continuo con la Honved anni '50 che, proprio come l'Ajax, era anche in pratica la nazionale della grande Ungheria, il Real Madrid del quinquennio 55-60. Se questo Barcellona dovesse durare non andremmo lontani da lì, anche per l'estetica non solo per i risultati, e chiuderei col Milan di Sacchi e una citazione per l'Inter di Herrera, il primo Milan di Rocco, il Bayern di Beckenbauer e il Liverpool a cavallo degli '80. Salvo errori od omissioni, chissà quante visto che vado a memoria, e proprio la memoria comincia a essere il mio tallone d'achille.