venerdì 10 febbraio 2012

UDINESE-MILAN: Se la difesa rossonera è col buco

Messaggero Veneto, venerdì 10 febbraio 2012
"L'angolo del tecnico"
di Maurizio Trombetta

Ancora uno scontro al vertice per l’Udinese nel turno casalingo contro il Milan, anche se entrambe le squadre stanno attraversando un periodo non particolarmente positivo. Decisamente peggiore per i rossoneri che attualmente, fra infortuni e squalifiche “pesanti”, hanno in pratica a disposizione “solo” una delle due formazioni di campioni di cui è composto il loro organico. Ovvero è sempre e comunque il Milan Campione d’Italia, (attenzione alla grande pericolosità della squadra di rango in difficoltà…), ma se consideri la formazione composta dagli “indisponibili”, beh allora ti viene da pensare: devo approfittarne! E per analizzare la situazione in casa Milan attuale basta considerare le dichiarazioni di Allegri dopo le sconfitte con Lazio e Juve di quest’ultimo periodo: manchiamo della necessaria “cattiveria”, dopo la sconfitta di Roma, e manchiamo di intensità e profondità, ieri dopo la partita di Coppa Italia. Dato per scontato che la carica agonistica al Friuli non mancherà, sulle altre oggettive difficoltà attuali, l’Udinese dovrà basare la sua partita per cercare di sfruttarne il conseguente vantaggio.
FASE DI NON POSSESSO PALLA: Difende troppo “basso” nella sua metàcampo, quasi davanti al  limite dell’area, questo Milan, ed infatti ha già quasi lo stesso numero di gol subiti nell’intero campionato scorso. Manca il recupero palla in mezzo al campo per la innegabile difficoltà del reparto di centrocampo soprattutto per quanto riguarda le possibilità di ricambio. Meno corsa e quindi intensità di gioco anche nel pressing alto da cui una grande sofferenza per i contropiedi avversari. E poi i quattro dietro, se possono contare su Nesta e Thiago nelle migliori condizioni, possono “tenere” anche il Barca. Se malauguratamente uno dei due o peggio entrambi hanno problemi, il naturale sostituto Mexes, nonostante le grandi potenzialità, non è ancora in grado di fornire la stessa sicurezza difensiva, soprattutto sui palloni provenienti dalle fasce.
FASE DI POSSESSO PALLA: Anche qui è evidente la difficoltà dovuta alla carenza di corse negli spazi senza palla, quella che riusciva a garantire Boateng, tanto per capirci. Lo sviluppo della manovra si basa quindi prevalentemente sulle sovrapposizioni in fascia, dove la qualità dei giocatori attualmente a disposizione non è poi così fenomenale, oppure, fino ad ora, sulla palla ad Ibra “pivot” per l’inserimento dei centrocampisti. Fenomenale in questo Nocerino, ma l’impiego di Maxi Lopez, secondo me sarà lui il sostituto dello svedese, porterà probabilmente ad uno sviluppo della manovra preferibilemente con palla a terra. E poi attenzione che adesso in panchina c’è sempre un certo Inzaghi… www.mauriziotrombetta.blogspot.com  

domenica 5 febbraio 2012

GIOVINCO, "PICCOLETTO" DAI PIEDI BUONI

Non ho visto la partita fra Parma e Chievo di oggi finita con la vittoria degli emiliani per due a uno, ma ho avuto la fortuna di vedere, nella girandola di immagini del pomeriggio sportivo, la “perla” del gol di Giovinco.
Dico perla perché ho la sensazione che non sia stata una bella partita, brutto sicuramente il terreno di gioco e probabilmente poco altro spettacolo oltre a questo gioiello di tecnica e di soluzione di gioco del trequartista del Parma.
Inserimento in area con corsa in verticale per suggerire il passaggio in profondità al compagno di squadra in possesso di palla e lancio di quest’ultimo, Mariga, non rasoterra, ma con uno spiovente sul quale il nostro può arrivare solo sulla corsa appunto ed in più con l’avversario alle spalle pronto in marcatura.
Palla difficile anche solo da controllare e lui cosa fa, si inventa un controllo al volo perfetto con il destro, un immediato palleggio successivo senza far cadere la palla a terra, sbilanciando e così liberandosi del difensore alle sue spalle e poi infilando di precisione con il sinistro con calma e sicurezza questa volta si, facendo prima rimbalzare il pallone a terra.
Difficile se non impossibile anche solo da immaginare per un giocatore normale, naturale e semplice in maniera quasi disarmante per uno come lui che con un doppio controllo riesce a “crearsi” una occasione da gol facile.
E mi viene da pensare che sia la domenica dei “piccoletti dai piedi buoni”, come per esempio Totò Di Natale, ancora una volta fantastico ad inventarsi un gol strepitoso con la Fiorentina.
Una specie di “cucchiaio” non su calcio di rigore, come normalmente si fa, e neanche sull’uscita del portiere quando lo si scavalca con un colpo sotto in anticipo.
No, Totò ha avuto la capacità di sbilanciare il portiere fintando un tiro di potenza dal limite dell’area, per poi “accarezzare” da sotto il pallone facendolo entrare in porta di precisione a fil di palo.
Piccoli con baricentro basso, con piedi vellutati e soluzioni tecniche piene di fantasia, che fanno addirittura azzardare il paragone con il signor Maradona.
"Very Slowfootball People" della settimana Sebastian Giovinco capace di farci “gustare” prodezze tecniche di rara bellezza e “inventiva” che ci riportano alla mente i campioni di una volta.

Maurizio Trombetta

sabato 4 febbraio 2012

Fiorentina-Udinese: Equilibrio e fisicità per i viola

Messaggero Veneto, 4 febbraio 2012
"L'angolo del tecnico"
di Maurizio Trombetta

Trasferta difficile per l’Udinese a Firenze e non soltanto per le avverse condizioni metereologiche previste. Oltre alla minore possibilità di recupero per i friulani che hanno giocato il turno infrasettimanale, bisogna considerare anche il fatto che questa Fiorentina sembra avere trovato la giusta via dopo il cambio di allenatore dei mesi scorsi e soprattutto con la chiusura del mercato di gennaio. Anche i toscani, come ormai un numero sempre maggiore di squadre del campionato italiano, si dispongono ora in campo con tre difensori centrali, base sulla quale poi Delio Rossi riesce a sfruttare al meglio le qualità e caratteristiche dei giocatori a disposizione, un organico con individualità di valore assoluto. Il modulo adottato è il 3-5-1-1, come quello dell’Udinese, con la sostanziale differenza della “taglia” e stazza dei giocatori delle due squadre: gli interpreti viola sono tutti più alti di statura e con un peso specifico maggiore. Di conseguenza serviranno ritmo alto e intensità di gioco per metterli in difficoltà e non permettergli di sfruttare le loro altrettanto buone caratteristiche tecniche. Fase di non possesso. Gamberini, Natali e Nastasic formano il tridente di difesa. Il giovane serbo risulta ancora un po’ l’anello debole della catena: Classe ’93, proveniente dal Partizan Belgrado, paga attualmente il noviziato in Serie A, ma col prospetto di diventare uno dei migliori difensori del campionato. Il reparto è ben supportato sulle fasce da Cassani e Pasqual, più equilibrato a sinistra rispetto all’alternativa Vargas, mentre in mezzo Behrami, Montolivo e Lazzari, tre belle “bestie”, sono più portati a costruire piuttosto che distruggere. Fase di possesso. Delio Rossi come sempre è bravissimo a trovare gli equilibri di squadra, e a trovare il modo di sfruttare al meglio le qualità dei giocatori a sua disposizione. Decisivo in questo senso l’arrivo di Amauri perfetto nel ruolo di unica punta a farsi il … “mazzo” su tutto il fronte d’attacco. Questo agevola il naturale inserimento dei centrocampisti centrali; se l’Udinese si inserisce prevalentemente con gli esterni, nella Fiorentina il pericolo viene dalle mezzali Behrami e Lazzari e un po’ meno da Montolivo che agisce da uomo d’ordine davanti alla difesa. Cassani a destra e Pasqual a sinistra forniscono un valido apporto di cross, soprattutto dalla trequarti. E poi c’è il “fenomeno” Jovetic. Trequartista con doti realizzative da grande attaccante, il montenegrino in prospettiva può diventare un grande giocatore di club da livello internazionale. Quantità, qualità ed umiltà, fa gol in tutti i modi, soprattutto inserendosi sul centro-sinistra. www.mauriziotrombetta.blogspot.com

sabato 12 novembre 2011

Maurizio Trombetta è il nuovo allenatore dell' FCM Targu Mures, squadra di serie A rumena.

In bocca al lupo Mister!
Maurizio Trombetta è tornato in panchina. Il tecnico friulano ha infatti accettato l’offerta del Targu Mures, squadra di serie A rumena che si ritrova al penultimo posto in classifica dopo 7 giornate. L’obiettivo, ovviamente, è quello di centrare la salvezza. Dopo l’ottima Champions league disputata nel campionato 2008-2009 sulla panchina del Cfr Cluj (riuscì a guidare i suoi al successo per 1-2 sul campo della Roma e pareggiò 0-0 con il Chelsea salendo alla ribalta internazionale) l'allenatore udinese torna in Transilvania con uno staff tutto italiano: il suo vice è Alessandro Zaninelli (già con lui a Cluj) e il preparatore atletico Michele Bon.

domenica 30 ottobre 2011

UDINESE - PALERMO: C'E' UNA DIFESA ANCORA DA SISTEMARE

Messaggero Veneto, 25 ottobre 2011

"L'angolo del tecnico"
di Maurizio Trombetta

Ha solo due punti in meno dell’Udinese il Palermo che arriva al Friuli domenica. E a dire il vero avrà anche un giorno e mezzo di recupero in meno dopo il turno infrasettimanale. Però a differenza dei friulani ha vinto, e questo solitamente rende meno pesante assorbire la fatica. In più non giocando in Europa l’accumulo di stanchezza psico-fisica è minore rispetto ai bianconeri. Un solo pareggio senza aver mai segnato fuori casa e quattro vittorie su quattro partite in casa. Ma il vero problema per il Palermo è quello di una difesa non ancora all’altezza delle aspettative di Zamparini che, battendo già da lungo tempo su questo tasto, ha già cambiato tre o quattro allenatori…

FASE DI NON POSSESSO PALLA: Ben conscio dell’importanza del numero dei gol subiti per la squadra, il giovanissimo Mangia sta lavorando molto su questo aspetto alla ricerca del miglior assetto e dei giocatori più adatti allo scopo. L’ultimo e forse più importante accorgimento è quello del ritorno al suo ruolo naturale di centrocampista sul centrodestra di Migliaccio. Questo gli permette di proporre un rombo di centrocampo composto da tre incontrasti di sostanza, Barreto vera e propria “diga” in mezzo, Acquah anche corsa ed inserimenti a sinistra, dietro ad un trequartista. Forse la squadra difende ancora un po’ troppo “bassa”, ma così facendo si crea ampi spazi per il contropiede in avanti. Oltre a ciò la linea dei tre centrocampisti che si abbassa molto, permette alla coppia di difensori centrali Silvestre e Cetto, forti e di stazza, ma un po’ lenti, di non soffrire negli spazi ampi. I due esperti argentini garantiscono rendimento e sostanza a tutto il reparto completato a destra dal più difensivo Pisano ed a sinistra dal fluidificante Balzaretti.

FASE DI POSSESSO PALLA: Lo sviluppo della manovra risulta organizzato e sempre equilibrato. Difficilissimo vedere la squadra sbilanciata anche mentre attacca. Spinge naturalmente di più a sinistra dove il costante inserimento di Balzaretti accompagna gli spunti di Ilicic, trequartista mancino di gran corsa e tiro da fuori, cui piace partire proprio da quella fascia. In alternativa Zahavi, neoacquisto israeliano dalla “verticalizzazione” immediata. Senza l’infortunato Pinilla la coppia d’attacco dovrebbe essere formata da Hernandez e Miccoli, entrambi gran controllo di palla in corsa e tiro rapido e preciso. Gli avanti rosanero si cercano molto con sponde di un attaccante incontro per gli inserimenti dell’altra punta e del trequartista. www.mauriziotrombetta.blogspot.com

NAPOLI - UDINESE: RIPARTENZE ECCO IL PANE DI MAZZARRI

Messaggero Veneto, 25 ottobre 2011

"L'angolo del tecnico"
di Maurizio Trombetta

Napoli contro Udinese, in assoluto le due squadre più organizzate ed in forma di questo inizio stagione. Nessuno vorrebbe affrontarle in questo momento, per quanto sono toste, solide e forti. Probabilmente l’Udinese sta riuscendo attualmente ad “assorbire” meglio il turn-over “spinto” cui i due tecnici hanno deciso di far ricorso. In quest’ottica potrebbe risultare molto pesante per Mazzarri l’infortunio muscolare di Gargano. L’organico del Napoli ha probabilmente qualcosa in più soprattutto a livello qualitativo di giocatori già maturi, ma Guidolin sta riuscendo a mantenere un altissimo livello di prestazione nonostante la gioventù e relativa inesperienza dei giocatori a disposizione.

DIFESA: Qui per i partenopei, come per i friulani, le maggiori difficoltà con i ricambi di qualità. A Cagliari ha riposato Cannavaro ( e si è visto…), contro di noi il reparto sarà quello “titolarissimo”, con Campagnaro ed Aronica ai suoi fianchi. Impressionante quanto è sempre “corta” la squadra di Mazzarri. Nella fase di non possesso tutti, compresi i “fenomeni” davanti si abbassano per il recupero palla, con distanze davvero minime tra la linea di difesa ed il giocatore più avanzato, nell’ordine dei quaranta – cinquanta metri. Quando attaccano mantengono le stesse distanze con l’accompagnamento in avanti dei difensori, gli esterni che partecipano, i centrali che accorciano. Il che si potrebbe rivelare un punto debole in caso di palla persa, per la rapidità di Di Natale e per i molti metri a disposizione dietro le spalle che inevitabilmente una difesa così “alta” deve lasciare.

CENTROCAMPO: Credo sia davvero questo il reparto più “decisivo” di questa squadra. Innanzi tutto si muovono come un unico “blocco” nelle due fasi di gioco. Poi Hamsik e Lavezzi (o Cavani) si comportano come veri e propri centrocampisti nella fase di recupero palla. Ora, con la crescita di Zuniga sia a destra che a sinistra, hanno il ricambio di qualità sugli esterni. Da verificare il rendimento di Dzemaili al centro, finora poco utilizzato nel suo ruolo naturale, al fianco di Inler.

ATTACCO: Più che dei singoli mi piace parlare dei giocatori in generale che attaccano. Assolutamente “spaventosa” la corsa immediata in verticale ad aggredire gli spazi dei tre davanti una volta riconquistata palla. Micidiale il comportamento dei due esterni di centrocampo. Se uno va al cross (sempre teso e forte a cercare gli inserimenti degli attaccanti…tutti!), l’altro arriva sempre a chiusura sul secondo palo. www.mauriziotrombetta.blogspot.com

domenica 23 ottobre 2011

UDINESE-NOVARA: MACCHINA ANCORA IN RODAGGIO

Messaggero Veneto, 22 ottobre 2011
L'angolo del Tecnico

di Maurizio Trombetta

Il Novara, proveniente da due promozioni consecutive dalla Prima Divisione alla Serie A, sta scontando più di quel che merita il “noviziato” nella massima serie. Probabilmente sta pagando in maniera eccessiva la naturale difficoltà di inserimento dei molti giocatori nuovi “di categoria” necessari ad innalzare il livello qualitativo della squadra, unita ad una certa inesperienza del gruppo storico proveniente dalle serie minori. Non si può pretendere in Serie A il fantastico Novara dallo strapotere di gioco collettivo dell’anno scorso. Tesser lo sa e non appena avrà trovato il giusto equilibrio nell’inserimento dei nuovi in funzione del “telaio” esistente, sarà in grado di dare fastidio a molte squadre. Difesa. Nonostante gli innesti di Paci e Dellafiore il livello qualitativo del reparto non è ancora sufficiente. Ora il tecnico si trova a dover fare i conti anche con parecchie assenze e infortuni che lo costringono ad adottare soluzioni di fortuna. Probabilmente Della fiore, difensore centrale a sinistra al posto di Gemiti, con due centrali con caratteristiche troppo “uguali” come Paci e Centurioni, a destra Morganella, giovane di prospettiva ancora un po’ acerbo per la serie A. Centrocampo. Stesso schema di un anno fa – tre centrocampisti più un trequartista –, quasi gli stessi interpreti. Porcari (o Marianini) a destra, Rigoni a sinistra, Pinardi (o Mazzarani) a fare il vertice alto del “rombo” di metàcampo. Il solo Radovanovic, più incontrista che regista, a cercare di dare sostanza e presenza fisica in mezzo, ma che deve ancora crescere per potersi imporre a questi livelli. È un reparto che nella categoria inferiore dettava legge, adesso mi sembra un po’ troppo poco fisico e non abbastanza tecnico da imporre il gioco. Attacco. È questo il reparto dove sono stati apportati i maggiori cambiamenti e che infatti non sta ancora rendendo secondo le potenzialità. Oltretutto qui si notano le maggiori difficoltà nei meccanismi e sincronismi di gioco. Le punte si muovono ancora un po’ troppo singolarmente e con iniziative personali. Manca il gioco collettivo con i bei movimenti coordinati cui ci aveva abituato il Novara di Tesser. Per il momento giocano prevalentemente Morimoto e Meggiorini entrambi veloci e pericolosi nelle conclusioni a rete. Credo che quando Jeda (finora sempre subentrato), riuscirà a meritarsi un posto da titolare, Tesser potrà trovare la quadratura del cerchio per sfruttare le doti realizzative delle altre punte, compresi Granoche e Rubino.

giovedì 20 ottobre 2011

BENTORNATO GIORGIO PORRA', UN VERO SIGNOR SLOWFOOTBALL














Grande persona e grandissimo giornalista, sempre equilibrato, pacato e sereno nel suo modo di condurre.
Sapevo che ha avuto problemi di salute piuttosto gravi, per cui rivederlo in video è stata una piacevole e molto apprezzata sorpresa.
Sempre lo stesso “aplomb”, lo stesso stile, la solita capacità di far sentire lo spettatore “a casa sua”, fra amici a condividere la stessa passione per il calcio parlandone pacatamente e in modo simpatico, ma semplice ed oggettivo.
E’ sempre un piacere ascoltare ed assistere alle sue trasmissioni, certo probabilmente un po’ meno carino della D’Amico (almeno per me…), ma decisamente meno enfasi, più naturalezza nel parlare e nel modo di approcciare sia gli ospiti che agli argomenti che tratta.
Bravissima Ilaria, bravo e simpaticissimo Caressa, ma lui è e rimane comunque di un altro livello.
Sarà perché ricordo sempre il mitico programma “Lo sciagurato Egidio”, una fantastica trasmissione di approfondimento sportivo e non solo in cui con gran maestria raccontava le “storie” che andavano oltre al semplice personaggio calcistico.
La sua è secondo noi di Slowfootball la maniera ideale di porsi di fronte alle partite, agli eventi anche i più “drammatici” ed in generale a tutte le cose del calcio.
Bentornato a Giorgio Porrà, uomo di sport, di diritto e sempre Very Slowfootball Person.
Maurizio Trombetta

mercoledì 19 ottobre 2011

UDINESE-ATLETICO MADRID: FALCAO ANIMALE D'AREA

Udine, 19 ottobre 2011- Messaggero Veneto
"L'angolo del tecnico" 
di Maurizio Trombetta

La partita più difficile ed importante dell’intero girone di qualificazione contro la squadra più forte. Difficile per la qualità tecnica e fisica dell’organico a disposizione e per la grande esperienza europea di alto livello del Atletico Madrid. Importante perché un eventuale conferma dell’Udinese a chiusura del turno di andata permetterebbe non solo di consolidare la classifica dei friulani, ma anche di affrontare le gare del ritorno con la giusta consapevolezza dei propri mezzi ed il conseguente “rispetto” delle squadre avversarie, a cominciare dalla difficilissima trasferta di Madrid.
FASE DI NON POSSESSO PALLA: Non è un caso se l’Atletico, a parte i cinque gol contro il Barca, ha incassato fra campionato e Uefa League solo due gol. Mai vista una squadra spagnola svolgere la fase di non possesso con una simile attenzione tattica. Manzano deve avere origini italiane… Solo qui da noi si vedono i giocatori che in fase di recupero palla si guardano l’un l’altro per mantenere le distanze, darsi le giuste coperture, “accorciare” sulla palla e recuperare immediatamente la posizione in “diagonale” sul portatore. Due difensori centrali di stazza, Miranda, più dotato tecnicamente e fisicamente e uno fra Filipe Luis o Godin, con due esterni rapidi e attenti nella fase difensiva della linea a quattro. Unica certezza dei quattro di centrocampo Mario Suarez sempre e comunque mediano davanti alla difesa. Di fianco a lui probabilmente Gabi, una buona mezzala, Reyes, molto meno sostanza rispetto all’assente Arda Turan, e uno fra Tiago o Koke, con Diego sempre pronto ad abbassarsi per recuperare qualche palla “sporca”.
FASE DI POSSESSO PALLA: Qui sembra che gli unici due ai quali sia permesso inventare qualcosa al di fuori degli schemi siano Diego e “bomber” Falcao. Soltanto Reyes, mancino che gioca a destra, più esteticamente bello ed elegante che realmente concreto, prova qualche giocata illuminante. Per il resto giocate e movimenti piuttosto lineari da parte degli altri centrocampisti più gli inserimenti dei due terzini, con la costante presenza in mezzo di Mario Surez a fornire quell’equilibrio di squadra che è la caratteristica fondamentale dell’Atletico. Poi Diego, ce lo ricordiamo, se gli si lascia tempo di gioco fa male, e Falcao comunque gran movimento, ma soprattutto “animale” d’area, bravissimo a posizionarsi dietro le spalle del secondo difensore per poi chiudere sulla porta. 
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mercoledì 5 ottobre 2011

Meno forza, più gioco in velocità

Primi in classifica dopo cinque partite di campionato con undici punti contro l’ultimo posto ed un solo punto dopo altrettanti turni della passata stagione. Decisamente un tantino diverso…! Eppure questa Udinese è figlia di quella che l’anno scorso a questo punto aveva collezionato quattro sconfitte ed un pareggio. Anzi viene quasi da dire “nipote” visto il doppio salto generazionale dei “vecchietti” che hanno un anno in più, e dei nuovi giovani che sono quasi dei bimbi. Via Zapata, Inler e Sanchez, dentro finora il solo “vecchio” Danilo con una banda terribile di ragazzi ancora da svezzare, ed il prodotto non solo non cambia, ma quasi migliora. Fenomenali il “Padrino” Paron Pozzo e “mastro” Checco Guidolin, per rimanere nell’ambito del paragone familiare che sicuramente ben rappresenta e probabilmente piace ad entrambi.

FASE DI NON POSSESSO PALLA: Due considerazioni. 1) Anche nei preliminari di Champions con l’Arsenal, nonostante l’inesperienza di alcuni elementi del reparto arretrato, l’abitudine a lavorare giornalmente su diversi moduli di gioco tipica del mister, ha consentito alla squadra un rendimento di ottimo livello con la disposizione a quattro in difesa. 2) Il ritorno al modulo 3-5-1-1 ed il recupero di giocatori importanti come Basta, Ferronetti e Domizi ha consentito di ritrovare l’equilibrio indispensabile per risultati di questo livello. In particolare l’accentramento a scalare di Isla e Pinzi, ha permesso di non risentire in maniera eccessiva della partenza di Inler. Certo un po’ di dinamismo in meno, ma stessa capacità ed efficacia nel recupero palla in mezzo al campo, caratteristica fondamentale per le squadre di Guidolin, da cui la fantastica impenetrabilità della miglior difesa del campionato.

FASE DI POSSESSO PALLA: Qui il cambio degli interpreti denota maggiori differenze nel tipo di sviluppo della manovra, con la necessità di maggior pazienza nella ricerca di un assetto definitivo. Mancano le geometrie ed i cambi di gioco di Inler, il gioco si sviluppa maggiormente per mezzo di scambi stretti palla a terra, con ripartenze veloci una volta recuperata palla. Naturalmente per ora meglio a sinistra con la collaudata coppia Asa ed Armero , rispetto a destra dove gli automatismi tra Basta e Isla devono ancora migliorare, e soprattutto Torje (complimenti, tempi di apprendimento imprevedibilmente rapidi) non è comunque paragonabile a Sanchez. Gli auspicati rientri di Floro e Barreto, entrambi notevolissime qualità seppur con caratteristiche diverse, daranno la possibilità di avere nuove e diverse soluzioni di gioco, oltre a qualche turno di riposo a Totò. www.mauriziotrombetta.blogspot.com

Marchisio: tecnica e caparbietà in stile Juve

Ho visto il primo tempo ed intravisto il secondo di Juventus – Milan del posticipo serale della sesta (quinta effettiva) del Campionato.

Bella partita, Juve che surclassa il Milan sotto tutti i punti di vista, ma mi piace evidenziare soprattutto uno dei protagonisti principali di questo strapotere sia fisico che tecnico dei bianconeri, Claudio Marchisio.Partendo dall’azione del primo gol a quattro minuti dalla fine della partita, inserimento palla al piede con doppio uno-due, prima con Vidal e poi con Vucinic per inserirsi nel cuore dell’area di rigore ed andare a segnare su “rimpallo” pressando ancora la respinta del difensore avversario.

Con la caparbietà che solo un “campioncino” può ancora avere a quel punto della partita dopo aver speso così tanto, quasi tutto, senza aver ancora raggiunto il meritato vantaggio.Perché se continua così, ha tutte le carte in regola per essere un campione vero come il Tardelli a cui giustamente viene paragonato o a un Maldini, un Del Piero, tanto per far riferimento a due “bandiere”, termine che ormai raramente può essere usato in questo calcio odierno.

Credevo non fosse mai andato via dalla Juve, invece un anno ad Empoli lo ha fatto.

Però poi non si è più mosso, ogni anno pieno di richieste, anche di altissimo livello, e mai sicuro di un posto in squadra da titolare, ma sempre rimasto in bianconero e guarda caso sempre diventato un pilastro della squadra, stagione dopo stagione.

Evidentemente la caparbietà cui facevo riferimento prima, oltre naturalmente a doti tecniche, fisiche e tattiche di primissimo livello.

Rimanendo alla partita di ieri sera, assolutamente notevole poi nel primo tempo, un controllo volante “no look”, come dicono i “veri” sempre in fase di inserimento in piena area di rigore avversaria.

Unica colpa la mancanza di pazienza per aspettare che la palla, controllata incredibilmente bene nonostante fosse uscita dal suo campo visivo, rimbalzasse nuovamente a terra per poterla poi colpire con la giusta forza.

Imparate da questi esempi bambini e ragazzi che sognate di diventare giocatori di calcio.

Doti tecniche straordinarie, ma anche la forza di provare a fare cose difficilissime e quindi con la possibilità di non riuscire, ed al contempo il carattere per continuare a provare a fare cose “importanti” fino alla fine della partita nonostante la fatica.

Claudio Marchisio, classe 1986, venticinque anni, “campione work in progress” è per me il VERY SLOWFOOTBALL PERSON della settimana.

mercoledì 28 settembre 2011

CELTIC-UDINESE: PALLA LUNGA E PEDALARE? NON SI FA PIU’

Messaggero Veneto, 28 settembre 2011
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta

A Glasgow contro il mitico Celtic. Sembra quasi di andare a fare una partita di “ciapa no”, dove bisogna cercare di prendere il meno possibile. Udinese costretta a fare turn-over ai massimi livelli, forse addirittura senza attaccanti di ruolo, e loro con grossi problemi per infortuni soprattutto in difesa. Ma è pur sempre il secondo turno dell’Europa League e le motivazioni saranno comunque fortissime da entrambe le parti. Con l’aggiunta del fattore campo, cui anche i giocatori scozzesi fanno riferimento con grande enfasi nelle interviste pre-partita. La pressione cui cercano di sottoporre la squadra avversaria, che probabilmente giudicano giovane e senza grande esperienza internazionale, può anche essere letta come un sintomo di non piena fiducia nelle proprie forze. Sistema di gioco. La squadra si dispone in campo secondo un modulo 4-2-3-1 dimostrandosi formazione compatta e pragmatica, senza grandi individualità e assolutamente con poca fantasia. Contrariamente a quanto ci si aspetta, sviluppano la manovra con palla a terra. Usano la tipica palla lunga del calcio anglosassone quasi esclusivamente sul lato sinistro a cercare la testa, il fisico e la corsa del greco Samaras. Per il resto imbastiscono manovre in cui sembra addirittura che il dribbling sia vietato. Solo il prodotto del vivaio Forrest, esterno alto di destra, o il suo possibile sostituto Commons, si avventurano qualche volta nell’uno contro uno o in qualche accelerazione comunque in grado di creare pericoli. Il centrocampo è disposto a triangolo invertito, con due mediani di gran sostanza e dinamismo come Ledleye e Kayal (quest’ultimo con buon tiro e inserimenti palla al piede), più il coreano Ki Sunt Yong, altro centrocampista di buona tecnica e molta corsa, sempre pronto a smarcarsi per lo scambio nei piedi o ad inserirsi sulla corsa. Davanti l’unica punta Hooper, non proprio ottimi piedi, ma gran generosità e molto abile nei movimenti nello spazio, soprattutto in profondità sulle fasce. Fase di non possesso. Il Celtic è squadra comunque di buona stazza, recupera palla con un pressing collettivo di non grandissima intensità, ma continuo, organizzato e “pesante” nel lungo periodo. Restringono gli spazi di gioco con una pressione progressiva che gli permette di recuperare palla di reparto per poi ripartire in verticale. Guai a voler giocare nello stretto e per troppo tempo nello stesso settore. Bisogna farli avvicinare e poi cambiare il fronte di gioco per poter poi puntare nello spazio aperto i difensori alti e non certo rapidi. (www.mauriziotrombetta.blogspot.com) ©RIPRODUZIONE RISERVATA


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domenica 25 settembre 2011

CAGLIARI-UDINESE: È AL CENTRO L’ANIMA DEL CAGLIARI

Messaggero Veneto, 24 settembre 2011
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta

Cambiano gli allenatori alla guida della squadra, ma rimane sempre lo stesso Cagliari. Pur non condividendo la facilità con cui Cellino sostituisce gli allenatori, bisogna ammettere che le scelte del presidente garantiscono comunque in qualche modo una certa continuità tecnica del progetto di gioco. Sicuramente dovuta al fatto che lo “zoccolo” del gruppo storico dei giocatori importanti rimane invariato, soprattutto per quello che riguarda le “fondamenta” della squadra, cioè difesa e centrocampo, permettendosi viceversa un maggior ricambio e rinnovamento di anno in anno nel reparto avanzato. Fase di possesso. Agazzi in porta deve ancora migliorare per garantire una regolarità di rendimento da Serie A, con davanti un gruppo granitico composto dai quattro difensori, i tre di centrocampo più il trequartista Cossu. Pisano, Astori, Canini e Agostini nella linea a quattro, con Biondini, Conti Nainngolan in mezzo. In queste prime tre partite di campionato hanno praticamente giocato sempre e solo loro. E da come si muovono in campo, distanze sempre cortissime fra le due linee, movimenti sincronizzati e coordinati in funzione delle diverse situazioni di gioco. Viene quasi da pensare che escano insieme anche a cena… sono davvero questi otto giocatori “l’anima” del Cagliari, quasi a prescindere dall’allenatore in panchina. Le due punte partecipano a questa fase quasi esclusivamente nel non consentire la verticalizzazione immediata ai difensori avversari. Fase di non possesso. Le due punte che in fase di costruzione della manovra si dispongono piatte, piuttosto larghe, si incrociano poco fungendo in pratica da punto di riferimento avanzato in fase di ripartenza una sul centro-destra e una sul centro-sinistra. Nenè è molto forte nel gioco aereo, ma anche con conclusioni al tiro spesso “velenose”, al suo fianco uno fra Larrivey e Thiago Ribeiro, quest’ultimo punta più di movimento ma che “vede” la porta. Pericoloso nelle conclusioni da fuori quando arriva a rimorchio capitan Conti, onnipresenti Biondini e Nainngolan sia in copertura che negli inserimenti, soprattutto palla al piede come a Palermo. L’ago della bilancia del gioco cagliaritano rimane comunque sempre Cossu. Il piccolo trequartista sardo sta ora giocando più centralmente con maggior possibilità quindi di arrivare alla conclusione per il gol, ma rimane comunque imprendibile le volte in cui spostandosi sulla trequarti laterale, riesce sempre a effettuare cross pericolosissimi e spesso mortiferi. (www.mauriziotrombetta.blogspot.com


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CAGLIARI-UDINESE: È AL CENTRO L’ANIMA DEL CAGLIARI 

Messaggero Veneto, 24 settembre 2011
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta

Cambiano gli allenatori alla guida della squadra, ma rimane sempre lo stesso Cagliari. Pur non condividendo la facilità con cui Cellino sostituisce gli allenatori, bisogna ammettere che le scelte del presidente garantiscono comunque in qualche modo una certa continuità tecnica del progetto di gioco. Sicuramente dovuta al fatto che lo “zoccolo” del gruppo storico dei giocatori importanti rimane invariato, soprattutto per quello che riguarda le “fondamenta” della squadra, cioè difesa e centrocampo, permettendosi viceversa un maggior ricambio e rinnovamento di anno in anno nel reparto avanzato. Fase di possesso. Agazzi in porta deve ancora migliorare per garantire una regolarità di rendimento da Serie A, con davanti un gruppo granitico composto dai quattro difensori, i tre di centrocampo più il trequartista Cossu. Pisano, Astori, Canini e Agostini nella linea a quattro, con Biondini, Conti Nainngolan in mezzo. In queste prime tre partite di campionato hanno praticamente giocato sempre e solo loro. E da come si muovono in campo, distanze sempre cortissime fra le due linee, movimenti sincronizzati e coordinati in funzione delle diverse situazioni di gioco. Viene quasi da pensare che escano insieme anche a cena… sono davvero questi otto giocatori “l’anima” del Cagliari, quasi a prescindere dall’allenatore in panchina. Le due punte partecipano a questa fase quasi esclusivamente nel non consentire la verticalizzazione immediata ai difensori avversari. Fase di non possesso. Le due punte che in fase di costruzione della manovra si dispongono piatte, piuttosto larghe, si incrociano poco fungendo in pratica da punto di riferimento avanzato in fase di ripartenza una sul centro-destra e una sul centro-sinistra. Nenè è molto forte nel gioco aereo, ma anche con conclusioni al tiro spesso “velenose”, al suo fianco uno fra Larrivey e Thiago Ribeiro, quest’ultimo punta più di movimento ma che “vede” la porta. Pericoloso nelle conclusioni da fuori quando arriva a rimorchio capitan Conti, onnipresenti Biondini e Nainngolan sia in copertura che negli inserimenti, soprattutto palla al piede come a Palermo. L’ago della bilancia del gioco cagliaritano rimane comunque sempre Cossu. Il piccolo trequartista sardo sta ora giocando più centralmente con maggior possibilità quindi di arrivare alla conclusione per il gol, ma rimane comunque imprendibile le volte in cui spostandosi sulla trequarti laterale, riesce sempre a effettuare cross pericolosissimi e spesso mortiferi. (www.mauriziotrombetta.blogspot.com

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sabato 24 settembre 2011

VSP: Jovetic, tecnica valori e semplicità


E’ Stevan Jovetic il “Very Slowfootball Person” della settimana, autore di una doppietta nel turno infrasettimanale della Fiorentina in casa contro il Parma.
Giocatore giovane di gran talento che aveva già avuto modo di dimostrare le sue ottime doti realizzative quando, arrivato appena diciottenne in Italia, si era subito rivelato all’altezza sia del Campionato Italiano che della Champions.
E’ stato poi fermato da un grave infortunio al ginocchio che , fra interventi riabilitazioni e complicazioni varie lo ha tenuto lontano dai campi di gioco in pratica per tutta la stagione agonistica 20101 – 2011.
Non è una vera punta, ma corre e segna davvero tanto, con delle giocate che sono una vera delizia per gli occhi degli appassionati del bel calcio.
Come quella del suo secondo gol realizzato col Parma.
Movimento in verticale nel cuore della difesa avversaria, appena fuori area, per ricevere palla nei piedi, controllo morbido e perfetto, ma con palla che gli “rimane un po’ sotto”, immediato spostamento leggermente laterale con l’esterno dello stesso piede per scappare alla pressione dell’avversario che lo sta recuperando e praticamente sullo stesso passo, tocco preciso ancora col piede destro, senza lasciare nessun tempo di reazione al portiere colto in controtempo.
Tre tocchi di palla in spazi stretti e con una velocità di esecuzione tecnica della sequenza di azioni che portano al tiro vincente, di una difficoltà assoluta che lui riesce a rendere semplici e di una naturalezza fenomenale.
Un talento naturale supportato da doti anche fisiche fuori dal comune, ma che è evidentemente rimasto un ragazzo semplice e di forti valori, visto che alla fine della partita ha avuto la sensibilità di “dedicare” uno dei due gol che hanno rappresentato in pratica il suo ritorno al calcio giocato, al suo compagno di squadra Giardino vittima di un grave infortunio la giornata precedente.
Gesti tecnici sopraffini, valori positivi, uomo e ragazzo che rimane sé stesso nonostante il successo: Grande Jo-Jo (come lo chiamano Firenze) very slowfootball…!

lunedì 19 settembre 2011

Very Slowfootball Person della seconda giornata Edison Cavani




di Maurizio Trombetta

Il fatto che Slowfootball promuova i valori della sportività ed il rispetto del risultato qualsiasi esso sia a prescindere dalla vittoria o dalla sconfitta, non significa che non apprezzi la gran carica agonistica e la fame di vittoria che anche ieri nella partita Napoli – Milan ha dimostrato Edison Cavani.
E’ lui il VPS ( Very Slowfootball Person) della seconda giornata di Campionato! Non solo grazie alla splendida tripletta realizzata contro i Campioni d’Italia, ma soprattutto per il modo, il carattere, la voglia (come il bambino con il barattolo della marmellata…) in cui l’ha confezionata.
Tre tiri al volo, senza controllo, improvvisi, ma precisi senza la minima sbavatura con una capacità coordinativa e di reazione fuori dal comune.
Due le considerazioni che mi vengono immediatamente.
1. è evidentemente un marchio di fabbrica, una sua dote caratteristica quella del tiro al volo, ripensando al primo gol che realizzò nel campionato italiano, ancora giovanissimo, nel Palermo di Guidolin, con un destro al volo dal vertice dell’area grande di rara precisione, forza e coordinazione estetica, che chi ha avuto la fortuna di vedere sicuramente ricorderà.
2. il terzo gol soprattutto mi ha impressionato... per la facilità e la naturalezza con le quali è stato fatto, dovute appunto a questa sua irrefrenabile voglia di far gol, di non accontentarsi mai, anzi, più fa gol e più si diverte a farne! È davvero ammirevole e da “far vedere a i bambini”, la maniera in cui nell’azione del terzo gol, Cavani dà la palla in fascia, credo per Maggio che si appresta al cross, e scatta in area per andare alla conclusione.
Lui parte per andare a chiudere direttamente sul passaggio del compagno, ma è talmente “preso” dalla “fame del gol” che anche la carambola della palla rinviata da Nesta, lo trova pronto a colpire perfettamente pur in una situazione di gioco così improvvisa.
Per chiudere mi piace far notare un’altra cosa da portare ad esempio per i più giovani, anche e soprattutto ai bambini di talento: la sua rincorsa ad un giocatore del Milan fino alla sua area di rigore a cinque minuti dalla fine della partita, per andare a “raddoppiare” un suo compagno in fase difensiva.
Comportamento da grande campione capace non solo di gesti tecnici fantastici, ma anche di un comportamento di grande sacrificio ed utilità per il bene della squadra.
Raramente purtroppo si vede questo tipo di atteggiamento nei settori giovanili, per cui un insegnamento Very Slowfootball con il grande Edison Cavani, campione da imitare.


mercoledì 14 settembre 2011

Friuli doc a Udine!







Vini, vivande, vicende e vedute, in una parola: Friuli DOC, anche quest’anno pronto a celebrare la nostra regione, nella splendida atmosfera offerta da Udine.

’ormai tradizionale evento torna a stuzzicare curiosità, gusti e piaceri per permettere ancora una volta di apprezzare le bellezze, le peculiarità e le prelibatezze di una terra ricca e ospitale.

al 15 settembre si darà il via alla prossima edizione che per quattro giornate animerà la città con i suoi stand enogastronomici dove poter gustare i mille sapori della nostra regione, ma come sempre Friuli Doc non è solo questo. Infatti un centinaio di spettacoli musicali, bande, gruppi folkloristici, animazione da strada e laboratori per bambini animeranno le vie e le piazze cittadine e inoltre per i più curiosi non mancheranno gli appuntamenti culturali con numerosi incontri, presentazioni, mostre e visite guidate.

a diciassettesima edizione sarà dedicata alla “Terra dei Patriarchi” con protagoniste 11 cittadine che abbracciano un territorio che va dai monti al mare. Aquileia, Udine, Cividale, San Daniele, Gemona, Moggio, Tarcento, Zuglio, Codroipo, Marano e Rosazzo, ci faranno rivivere parte della nostra storia, cultura e delle tradizioni del Friuli Venezia Giulia.

i aspettiamo quindi anche quest’anno, a Udine dal 15 al 18 settembre… non mancate!

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martedì 16 agosto 2011

Arsenal-Udinese

L'angolo del tecnico
Messaggero Veneto, 15 agosto 2011
di Maurizio Trombetta

Finalmente la “musichetta” della Champions League. Di Natale e Pinzi sanno che carica riesce a dare e gli altri giocatori dell’Udinese se ne accorgeranno! L’Arsenal ha una familiarità infinitamente maggiore con questa competizione, ma stavolta rischia di sentirla riecheggiare solo in due occasioni nell’arco dell’intera stagione. Non è un caso se questa squadra, abituata nel corso dell’ultimo decennio a raggiungere spesso i quarti, quest’anno deve ricorrere a un pericoloso preliminare. La società è solida e tornerà a raggiungere i vertici del calcio europeo in futuro, ma attualmente Wenger, dovendo sostituire grandi campioni all’ultimo momento, si trova decisamente in difficoltà. Quando Fabregas, il tuo capitano ventiquattrenne sceglie di andarsene, beh qualche problema lo crea. Nastri e Clichy sono insostituibili nel breve periodo. Sistema di gioco. Palla a terra (non sembra neanche una squadra inglese), un’unica punta dietro la quale giocano un numero indefinito di giocatori offensivi, attaccanti e/o centrocampisti che siano, grandi corse e inserimenti senza palla, sfruttamento delle fasce laterali con gli esterni sia d’attacco che di difesa. Questi i concetti di gioco principali di Wenger che, su una base fissa di difesa a quattro, può disporre la squadra con il 4-2-3-1, ma secondo me, ancora più offensivamente, con un 4-1-4-1. Song quasi inamovibile davanti alla difesa, una specie di diga invalicabile, tutti gli altri a far gioco e a buttarsi dentro negli spazi. Rosicky un po’ più di Ramsey centralmente, Arshavin e la “scheggia” Gervinho ai lati. Il primo è più trequartista, giostra spesso a sinistra da dove tende ad accentrarsi per la conclusione e/o l’assist, l’altro più punta, una specie di Sanchez prima maniera. I due spesso si scambiano la fascia di competenza, dove, come non bastasse si inseriscono anche i terzini. Davanti Chamakh, meno tecnico ed elegante di Van Persie, ma in grado di garantire maggior movimento. Tattica. L’Arsenal è micidiale quando può sviluppare l’azione su palla riconquistata nella sua trequarti o a cavallo della metàcampo. Se trova spazi nei quali correre prima con gli attaccanti esterni, poi con i centrocampisti centrali e i terzini, diventa devastante. A centrocampo sarà fondamentale il comportamento degli uomini di Guidolin. Perdere palla in questo settore contro questa squadra e questi giocatori sarebbe pericolosissimo. Viceversa riuscire a venir fuori da questa prima fase di pressing dell’Arsenal, permetterebbe soluzioni di gioco importanti soprattutto sulle fasce dove i due esterni di difesa sono spesso troppo alti. Corretta la disposizione 4-1-4-1 o 4-4-1-1 di Guidolin, per coprirsi sulle fasce, da verificare i tempi di inserimento di Isla e Armero con il nuovo modulo e, ahime, l’assenza di un gestore di palla come Inler in mezzo al campo.


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giovedì 4 agosto 2011

Appuntamento molto Slowfootball al Visionario di Udine

VENERDÌ 5 AGOSTO LA SERATA-EVENTO GRATUITA

VISIONARIO “A TUTTO SPORT”:  IN PROGRAMMA L’INNO DELL’UDINESE IN CHAMPIONS LEAGUE LIVE  CON DEK ILL CEESA DEI CARNICATS, L’OMAGGIO DI JACQUES TATI AL CALCIO  CON IL DOCUMENTARIO FORZA BASTIA E IN CHIUSURA IL MALEDETTO UNITED, FILM TRATTO DAL MIGLIOR ROMANZO “SPORTIVO” DI SEMPRE
Udine – Visionario “a tutto sport” è una serata speciale che tra cinema e musica celebra lo sport nazionale per eccellenza e che avrà luogo a Udine, città-natale di una delle squadre di calcio più antiche del nostro paese, capace di mettere a segno, in oltre un secolo di vita, numerose e illustri vittorie nazionali e internazionali. L’evento organizzato dal Centro Espressioni Cinematografiche per Visionario d’Estate 2011 si svolgerà venerdì 5 agosto a ingresso libero nel Giardino di Via Asquini con un programma che prevede dalle ore 19.00 alle 21.00 il Dj Set di
Le rocce sono Deo e Dek (Carnicats), Railster, Soulja e Kappah.didiROC Stars, duo composto da Marco Deo Da Rin e dall’autore dell’inno dell’Udinese in Champions League La Champions in Friûl, Dek ill Ceesa dei Carnicats; alle ore 21.15, al Cinema all’Aperto, la proiezione del documentario poetico Forza Bastia (1978) diretto dal francese Jacques Tati e dedicato allo scompiglio generato nella piccola cittadina corsa dalla finale di Coppa UEFA tra il Bastia e il PSV Eindhoven, e in chiusura, alle ore 21.45, la proiezione del film Il maledetto United, firmato dal regista de Il discorso del re, Tom Hooper, sulla storia di Brian Clough, allenatore di calcio inglese degli anni ’70, tratto dal miglior romanzo “sportivo” di sempre.
Durante la serata di venerdì 5 agosto sarà attivo il Bar all’aperto di Visionario d’Estate 2011. In caso di maltempo, l’evento si svolgerà al coperto tra il Bar del Visionario (I piano) e la Sala Astra.
Ore 19.00 – 21.00 Giardino del Visionario. ROC Stars Dj set. “Nati da una pietra primordiale, figli delle stelle del Funk e del Soul”, come amano definirsi, i ROC Stars sono un collettivo di Dj friulani che “shakerano” l'Hip-hop e l'R&B con Dancehall e Dubstep. Originalmente composto da Deo e Dek (dei Carnicats), Railster, Soulja e Kappah, il ROC Stars Dj set pensato per la serata del 5 agosto vedrà esibirsi alla consolle in duo i soli Marco Deo Da Rin e Dek ill Ceesa dei Carnicats. Quest’ultimo è giù una star del Web dopo aver composto con Red Storm SoundSystem La Champions in Friûl, hit in rap carnico dedicata alla qualificazione in Champions League dell'Udinese.
Ore 21.15 Cinema all’Aperto. Forza Bastia (Francia 1978, 26’) di Jacques Tati e Sophie Tatischeff. Dimenticato per oltre vent’anni e riscoperto dalla Cinémathèque de Corse, questo piccolo gioiello cinematografico firmato da una delle figure magiche del cinema francese del dopoguerra, l’attore Jacques Tati, è il ritratto affettuoso e appassionato dell’umanità di un piccolo paese corso, Bastia, alle prese con un evento straordinario: la finale di Coppa Uefa tra la squadra locale e il PSV Eindhoven. Un moccioso con le ginocchia sbucciate, un’anziana signora che scrive slogan sui muri, un prete che issa le bandiere e un giardiniere che si prende cura del campo da gioco sono solo alcuni dei buffi protagonisti di un documentario poetico che racconta un calcio davvero d’altri tempi.
Ore 21.45 Cinema all’Aperto. Il maledetto United (Gran Bretagna 2009, 97’) di Tom Hooper. Titolo “calcistico” per eccellenza tratto dal bestseller di David Peace definito dal Time come “il più grande romanzo mai scritto sullo sport“, il film diretto dal regista Premio Oscar per Il discorso del Re Tom Hooper racconta l’incredibile vita di Brian Clough, chiamato a sostituire il suo acerrimo rivale Don Revie, nella guida della squadra campione in carica del Campionato di calcio inglese: il Leeds United. La sua avventura nel “maledetto United” durerà solo 44 giorni ma grazie alla sua genialità e alla sua cocciutaggine Brian Clough rimarrà per sempre nella storia del football inglese.

VISIONARIO “A TUTTO SPORT”
GIARDINO DI VISIONARIO D’ESTATE 2011
venerdì 5 agosto dalle ore 19.00 INGRESSO LIBERO
Il programma completo di Visionario d’Estate 2011 è scaricabile sulla Home Page del sito www.visionario.info. Informazioni. Info Line, T. 0432/227798; on-line, www.visionario.info e http://blog.visionario.info. Partner Visionario d’Estate 2011. Banca di Cividale, Associazione Musicisti Jazz Friulani, Udinestate 2011, Premio “Sergio Amidei”.

giovedì 23 giugno 2011

MARE&VITOVSKA 2011

MARE E VITOVSKA AL CASTELLO DI DUINO
Convegno e degustazione dedicati alla regina dei vini bianchi triestini
venerdì 24 giugno 2011

Sarà ancora una volta la favolosa cornice del Castello di Duino il teatro della quinta edizione di “Mare e Vitovska”, tra gli eventi più stuzzicanti dell'estate giuliana, con la presenza di oltre venti vignaioli di punta del Carso triestino, goriziano e sloveno, assieme ai migliori chef della Venezia Giulia a omaggiare la Vitovska, incontrastata regina del Carso! Il Comitato tecnico per la tutela della denominazione di origine controllata dei vini Carso, con il contributo dell'Agenzia regionale per lo sviluppo rurale ERSA, del Comune di Duino-Aurisina, della Camera di Commercio di Trieste e il patrocinio della Provincia di Trieste e dell’Agenzia Turismo FVG, organizza la
V edizione di Mare e Vitovska che si terrà nella provincia di Trieste venerdì 24 giugno nella favolosa cornice del Castello di Duino. L’iniziativa è dedicata alla Vitovska, antico vino triestino dalle suggestive sfumature di vento e pietra, intrigante vitigno autoctono di questa particolare area mediterranea, autentica porta dei Balcani. Il programma della manifestazione si articolerà in più fasi. Alle 15.30 si terrà il convegno dal titolo: “Carso e Vitovska, simboli della viticoltura del futuro: vitigno, terroir naturale, storia di uomini”. All'incontro, moderato da Aurora Endrici, donna del vino Friuli Venezia Giulia e esperta in comunicazione, prenderanno parte alcuni tra i più prestigiosi esponenti del mondo vinicolo e culturale del panorama italiano. Il presidente del Comitato Tutela Vini DOC Carso Sandi Skerk e il direttore generale dell'ERSA Friuli Venezia Giulia Mirko Bellini saranno affiancati dall'importante presenza di Fabio Giavedoni, curatore nazionale della Guida SlowWine di Slow Food editore, e del Sommelier Alessandro Scorsone, celebre volto televisivo RAI e Maestro di cerimonia a Palazzo Chigi. Gli eleganti spazi del Castello di Duino verranno aperti al pubblico alle ore 18.30 quando avrà inizio la degustazione delle Vitovske proposte dagli oltre venti produttori del Carso. Il pubblico avrà la rara opportunità di approfondire la conoscenza di questo vitigno, abbinandolo a assaggi di prodotti tipici del territorio triestino, dai formaggi, al miele all'olio extra vergine d’oliva e, ovviamente al pesce del golfo triestino. Imperdibili inoltre gli abbinamenti interpretati da alcuni dei più prestigiosi chef locali che affiancheranno i vignaioli; ogni produttore infatti ospiterà al tavolo un ristoratore abbinerà una sua ricetta alla Vitovska presentata. Nella settimana che precede l'evento alcuni dei migliori ristoranti di Trieste e del Carso proporranno ai loro ospiti “Aspettando ...Mare e Vitovska”, un menù dedicato alla Vitovska del Carso con abbinamenti di prodotti e piatti del territorio.

Per informazioni: http://www.mareevitovska.eu info@mareevitovska.eu


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lunedì 20 giugno 2011

Kries_Falò di San Giovanni

23 giugno 2011 a Tribil Inferiore (Stregna)

La Pro Loco di Stregna in collaborazione con gli abitanti di Tribil Inferiore e Varch, il Gruppo Alpini Stregna, il Reparto Storico Fiamme Verdi e la Riserva di Caccia di Stregna, organizza GIOVEDI' 23 GIUGNO 2011 "KRIES - FALO' DI SAN GIOVANNI" a Tribil Inferiore (Stregna) a partire DALLE ORE 19.00 con: -realizzazione ed esposizione delle tradizionali croci e coroncine floreali; -chioschi eno-gastronomici con piatti tipici locali; -esibizione del gruppo tamburini della Scuola di San Leonardo. All'imbrunire verròà acceso il falò a cura dei pèaesani della frazione di Tribil Inferiore accompagnati dalle voci del coro "TRE VALLI". La serata sarà allietata dalla musica delle fisarmoniche.


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mercoledì 15 giugno 2011

Anima "Blaugrana"

Non ho aggiornato questa rubrica in occasione della Finale di Champions Barcellona – Manchester United.

Me ne dispiace, ci sarebbero stati tanti e tali personaggi da inserire nella lista dei Very Slowfootball People…
Il Barcellona tutto con la sua fantastica filosofia e cultura calcistica, Guardiola, Xavi e Iniesta, che sembrano quasi una persona sola tanto sono bravi e “blaugrana” nell’anima, Messi che non manca mai, ecc. ecc. perché tutti i giocatori di questa fantastica squadra lo meriterebbero.
Ed allora ne dico uno solo in particolare: Abidal.
Con la sua incredibile, ma fantastica storia di una operazione per un tumore al fegato quaranta giorni prima della Finale, giocata poi regolarmente e meritatamente per tutti i novanta minuti.
Un eccezionale messaggio positivo e di speranza per tutti quelli che soffrono di malattie e problemi di salute anche così gravi.
Sottolineato ancor di più dal “passaggio” della fascia di capitano da Xavi a Puyol, il capitano per ruolo, nei minuti finali della partita, ed infine al braccio del difensore francese nel momento clou del trionfo, quando tutto il mondo ha potuto vedere Abidal alzare al cielo la Champions League.
Bravo Barça !!!! “mès que un club”.
Very Slowfootball People, anzi “Slowfootball” certamente si ispirerà sempre alla filosofia blaugrana!

Maurizio Trombetta

giovedì 19 maggio 2011

Una partita della memoria...





Mi fa particolarmente piacere scrivere oggi su questa rubrica , non per una partita di campionato o di coppa, ma per una "partita della memoria" svoltasi due sere fa a Gemona in ricordo del grande “vecio” Enzo Bearzot, fra l’altro a 35 anni di distanza dal terribile terremoto del 6 Maggio 1976 che ha colpito proprio queste terre.
La partita commemorativa fra la Nazionale Master, con la presenza di ben nove giocatori del Mondiale ’82 vinto in Spagna, e la rappresentativa di giocatori del Friuli Venezia Giulia, di cui mi vanto di essere stato l’allenatore (mi avrebbe fatto piacere riuscire a giocare, ma anch’io, come qualcuno dei miei più vecchi e soprattutto famosi avversari, non sono più in condizioni fisiche sufficienti per tornare ad “allacciarmi le scarpe…”)
E non lo faccio per apprezzare un gesto tecnico sopraffino, come pur se ne sono visti, dato il tasso tecnico dei giocatori in campo (certo un po’ più “slow”…), ma per parlare di un personaggio come Paolo Rossi e dei suoi valori, non solo come grandissimo calciatore di quella Nazionale, ma anche come uomo molto adatto, secondo me, per entrare a pieno diritto nei Very Slowfootball People.
Come Cabrini, Bergomi, Altobelli, non è stato nelle condizioni di partecipare attivamente alla partita, ma la sua presenza è stata forse la più festeggiata.
Ho avuto modo di abbracciarlo e scambiare due parole con lui prima della partita, ma non ho parlato di calcio.
Mi sono sentito di fargli i complimenti per la sua partecipazione ed il suo comportamento a “Ballando con le stelle”.
Si perché bisogna avere un bel “coraggio” alla sua età e con le sue ginocchia (io ne so qualcosa…), a mettersi li a cercare di imparare a ballare senza la paura delle “figure” da fare davanti a milioni di telespettatori che ti stimano e ti apprezzano per il grande campione che sei stato e per l’ottimo commentatore televisivo che tuttora sei.
Mi piace ballare (…e non è detto che ne sia capace), ma è stata dura cominciare a farlo dopo una certa età, quando non ero già più un ragazzino, per cui posso immaginare le sue difficoltà a dover imparare tutto così in fretta per partecipare ad uno spettacolo...
Un mito!
Ed è stato bello sentirlo dire che l’ha fatto per gioco e per divertimento.
Non come Panucci, altro “coraggioso” ex calciatore, che era animato dal solito sano agonismo della competizione, anche se di ballo.
Uno che come Pablito è stato Campione del Mondo, tra l’altro capocannoniere di quel Mondiale, lo spirito agonistico ce lo deve avere bello tosto!
Divertirsi cercando di imparare a ballare decentemente solo per il gusto ed il piacere del giocare insieme ad altri più o meno “sventurati” compagni di ballo, non deve essere stato per niente facile.
Complimenti ancora , “Pablito” Rossi, il gusto, il piacere, la convivialità, tutti valori molto ma molto SLOWFOOTBALL….!

Maurizio Trombetta

giovedì 12 maggio 2011

Norwich City una squadra di...gusto!

Antonella Clerici in Premier League!
di Roberto Gotta

dal blog del Guerin Sportivo

Ma no, non è proprio come nel titolo, che è un mezzo scherzo. Potevamo anche scrivere Benedetta Parodi, o salendo di competenza Gianfranco Vissani, Simone Rugiati e altri. Però qualcuno avrà capito, speriamo. Il riferimento è al Norwich City: che per i nostalgici è la squadra con la cui maglia nel febbraio del 1980 Justin Fashanu segnò quello stupendo gol (controllo di esterno destro ad alzarsi la palla e tiro al volo di sinistro nell’angolo lontano) contro il Liverpool, per altri il gruppo che in due anni, con la promozione ottenuta l’altro giorno, è passata dalla terza serie alla Premier League. Ovvero il campionato che nell’anno della nascita (1992) – o del semplice passaggio di denominazione da First Division – vide i Canaries addirittura terzi dopo essere stati in testa a lungo (l’anno dopo eliminarono il Bayern in Coppa Uefa poi furono sbattuti fuori dall’Inter). Norwich è una deliziosa cittadina fuori dai soliti giri – devi insomma andartela a cercare, al massimo la scorgi da lontano in fase di arrivo o partenza dall’aeroporto di Stansted se proprio è sereno e hai l’occhio acuto – e orgogliosa della propria collocazione provinciale, costruita su morbide colline, arricchita da un centro storico di livello scenico superiore alla norma delle località inglesi di tale dimensione (135.000 abitanti) e da una bella cattedrale medioevale, elementi che oltre alla nutrita scena culturale l’hanno posta tra le quattro candidate ad essere eletta nel 2013 “Città britannica della cultura”, per quel che questo, come altri titoli decisi da politici, può valere. Intorno, tanto verde, paesaggi bucolici e vita tranquilla, per chi può permettersela. Si sta bene, insomma. Ma che c’entra la cucina-show televisiva? C’entra, perché maggiori azionisti del Norwich City sono i coniugi Delia Smith e Michael Wynn-Jones, cognome palesemente gallese lui, origini gallesi pure lei, ma nata in Inghilterra. Nel Regno Unito però basta la parola: Delia. E tutti capiscono. Perché la Smith, 69 anni, è da almeno tre decenni il volto televisivo più noto nel campo della gastronomia, più sostanza che spettacolo, a dire il vero, perché è una cuoca vera, non una presentatrice travestita da esperta. In poche parole, la Smith è stata all’origine del fenomeno, invero più modaiolo che pratico, che ha portato negli ultimi anni gli abitanti del Regno Unito a costruirsi una cultura gastronomica prima inesistente. Vai nei supermercati e trovi una sezione di piatti pronti che si chiama gastropub, con un richiamo ai locali in cui si tende a servire un cibo più variegato e complesso rispetto alla tradizione: e anche se il piatto solo da infornare e mettere nel microonde è agli antipodi degli insegnamenti di Delia, che partivano dal semplice uovo alla coque (eh beh…) cotto però alla perfezione cronometrica, l’idea generale è che i suoi articoli e soprattutto i suoi programmi tv abbiano contribuito all’elevazione del gusto, certo non facilmente riscontrabile se si gira semplicemente per strada o si frequentano stadi senza andare nei ristoranti interni. Norwich City, davvero il benvenuto: bello stadio, bei tifosi, bella città, e pazienza se l’anno prossimo i Canaries verranno trattati dai media e dalle tv, non solo britanniche, come comprimari, fastidiose formiche sulla strada del titolo per le varie Manchester United, Chelsea e Arsenal. Non è nemmeno detto che saranno tali, tra l’altro: l’allenatore è Paul Lambert, che ricorderete giocatore al Celtic e anche al Borussia Dortmund (vinse la Champions League nella finale del 1997 contro la Juventus), e l’impronta che ha dato alla squadra negli ultimi diciotto mesi è impressionante. Curiose le circostanze del suo arrivo, nel’agosto del 2009: in League One, i Canaries, allenati dall’ex portiere Bryan Gunn (il titolare in quelle annate di debutto in Premier League e Coppa Uefa) avevano perso in casa per… 7-1 contro il Colchester United, la Smith e il marito persero la pazienza e costrinsero Gunn a lasciare, sostituendolo con Lambert… che era l’allenatore di quel Colchester U. Appena ottenuta la promozione, la seconda appunto in dodici mesi, Lambert ha ringraziato Delia e il marito, «persone per cui sarei disposto a dare la vita». Chi lo sa: magari alla prima partita contro il Chelsea risentiremo i cori, invero poco urbani, che nell’ultimo giro del Norwich C. in Premier League, conclusosi (male) con uno 0-6 sul campo del Fulham all’ultima giornata della stagione 2004-05, deliziarono gli amanti dell’orrido: irriferibile lo slogan nella sua interezza, ma diciamo che i tifosi giallo canarino fecero un gioco di parole tra la loro super cook (cuoca) e il Russian crook (malvivente russo) proprietario dei londinesi. E a proposito di cucina, uno che voglia farsi il delizioso e lungo viaggio per Norwich può davvero approfittarne per mangiare bene, visto che nei ristoranti interni Delia ha fatto in modo che venisse servito il meglio dei prodotti britannici e stranieri: c’è persino il pesce affumicato di Grimsby, da poco certificato dall’Unione Europea come prodotto genuino e doc come il prosciutto di Parma.

mercoledì 11 maggio 2011

Very Slowfootball Person: Delio Rossi

Approfitto di tornare a scrivere dopo la partita Palermo – Milan, gara di ritorno della semifinale di Coppa Italia, vinta dal Palermo di Delio Rossi, per celebrare ed apprezzare un tecnico che stimo e di cui mi piace il comportamento da “signore della panchina”. Allenatore nato nel 1960 quindi relativamente giovane (solo due anni più di me), ma con i valori ed i concetti della generazione di tecnici precedente, quella per intenderci, dei Reja e di molti altri che hanno iniziato e fatto grandi cose nel calcio quando ancora si allenavano delle squadre di calcio e non delle “aziende sportive”.
Bravo quindi ad adattarsi alla “commercializzazione” del fenomeno calcio, restando sempre e comunque un allenatore, il responsabile tecnico di un gruppo di giocatori, che deve far diventare una “squadra”, capace di raggiungere il miglior risultato sportivo possibile.
E la qualificazione alla finale di Coppa Italia a danni del Milan appena laureatosi Campione d’Italia è veramente un risultato straordinario, soprattutto in funzione della età media della squadra (la rosa in assoluto più giovane della Serie A), e della particolare annata vissuta dal Palermo in questa stagione. Dico la verità non ho visto la partita in televisione e quindi non sono in grado di analizzare nel dettaglio l’andamento dell’incontro, ma già solo leggendo i giornali sportivi (ebbene sì, per una volta do retta ad uno strumento di cui in genere purtroppo ho una dubbia opinione…) ci si rende conto dell’ enormità del risultato.
Ho però avuto modo di vedere le immagini dei festeggiamenti degli increduli ed entusiasti tifosi palermitani, e poi ci sono le interviste rilasciate sia dall’allenatore, persona a modo, che non chiacchera a vanvera (come purtroppo a volte capita ad alcuni altri rappresentanti della categoria, di cui anch’io faccio parte) e dallo stesso presidente Zamparini. Sì, proprio lui che ha prima mandato via e poi richiamato il buon Delio, come ormai sembra essere abituato a fare, senza evidentemente imparare dagli errori commessi in precedenza. Naturalmente è solo la mia opinione, può anche darsi che abbia ragione il presidente, ma sempre le stesse decisioni poi rimangiate, mi lasciano un po’ perplesso… (chiedere eventualmente al buon Checco… Guidolin cosa ne pensa in merito). E il paragone Rossi – Guidolin non è assolutamente casuale.
Stessa generazione di tecnici e soprattutto stessa onestà intellettuale (si dice così adesso quando uno è coerente e non scende troppo a compromessi…) nel modo di fare l’allenatore. Bene sono veramente contento di inserire tra i Very Slowfootball Person proprio Delio Rossi, l’allenatore capace di far gioire così tanto il pubblico palermitano, quello stesso pubblico che lo aveva applaudito ed acclamato anche dopo il 7 – 0 subito in casa contro l’Udinese, prima dell’esonero.
Non è facile dopo essere stato “mandato via”, tornare ed in così poco tempo rimettere a posto le cose e riuscire ad eliminare in semifinale il Milan. E allora benvenuti nel club V.S.P. a Delio Rossi e a tutto il pubblico palermitano, in bocca al lupo e forza Palermo per la finale.
Maurizio Trombetta

lunedì 9 maggio 2011

Il film del campionato: 36esima giornata

Dal blog del Guerin Sportivo
9 maggio 2011
http://blog.guerinsportivo.it/



Il Diavolo, dopo sette anni, torna in Paradiso. Al Milan bastava un punto per aggiudicarsi il diciottesimo scudetto della sua storia e così è andata: all’Olimpico, contro la Roma, reti inviolate e trionfo colorato di rossonero. Trionfo per la formazione allenata da Massimiliano Allegri, vero condottiero di quest’armata di campioni che, in testa alla classifica dall’undicesima giornata, ci ha sempre creduto ed è arrivata alla vittoria finale nel migliore dei modi. Ottima stagione per il tecnico toscano che si cuce il tricolore sul petto al primo tentativo, come era accaduto anche a Capello, Sacchi e Zaccheroni. I numeri danno pienamente ragione ad Allegri e al suo modo di mettere in campo le pedine migliori e creando un meccanismo perfetto in cui nessuno è insostituibile, ma tutti sono indispensabili e i numeri gli danno ragione: in 36 gare disputate, ha inanellato 23 vittorie, 9 pareggi e solo 4 sconfitte con 61 gol fatti e 23 subiti (miglior difesa del campionato). All’Olimpico, nella prima frazione di gioco, l’undici di Montella prova più volte a scardinare la difesa rossonera, ma Abbiati, Thiago Silva e Nesta sono monumentali e neutralizzano qualsiasi tipo di attacco.
Nella ripresa meglio il Milan con il gol sfiorato da Robinho che colpisce il palo e quasi rete di Boateng. Al fischio finale è festa: la cavalcata vincente dei rossoneri si chiude con due giornate d’anticipo e con uno scudetto in più.
Martedì sera i rossoneri giocheranno contro il Palermo la semifinale di ritorno di Coppa Italia: all’andata finì 2 – 2. Allegri spera nel successo e se così fosse, sarebbe il primo allenatore del Milan a centrare l’accoppiata Coppa Italia e tricolore.Nell’altro anticipo del sabato calcistico, il Palermo batte 2 – 1 il Bari. Al settimo minuto del primo tempo, i biancorossi passano in vantaggio con Bentivoglio, Miccoli, al 39esimo, pareggia i conti e incita il “suo Lecce” alla vittoria per non retrocedere. Nella ripresa, raddoppia Bovo al settimo e proprio il bomber rosanero fallisce il terzo gol: dal dischetto s’inventa uno strano tiro, la brutta copia del cucchiaio reso famoso da Francesco Totti, e manda la palla tra le braccia di Padelli.L’Udinese si aggiudica il quarto posto che è sinonimo di Champions. L’undici allenato da Guidolin
batte 2 – 1 la Lazio. Al 35esimo ed al 43esimo è Antonio Di Natale, capocannoniere di serie A, a portare i suoi sul doppio vantaggio. Nel secondo tempo, gli uomini di Reja provano a reagire, Angella viene espulso e il direttore di gara decreta il calcio di rigore per i biancocelesti. Zarate, però, dagli undici metri fallisce. Al 31esimo, Kozac accorcia le distanze, ma il sorriso è tutto per i friulani.Clima nettamente diverso a Lecce, dove il Napoli rimanda la festa per il terzo posto e subisce il dominio dei padroni di casa che si impongono per 2 – 1. Corvia, espulso durante la gara, porta in vantaggio i giallorossi su rigore al quarto minuto e Mascara ristabilisce la parità al 22esimo minuto. Cavani viene espulso per somma di ammonizioni ed i partenopei subiscono, al 43esimo, il ko finale con un gol spettacolare di Chevanton. La formazione di Walter Mazzarri protesta perché, a loro detta, il pallone non era perfettamente entrato in porta, ma Valeri convalida e la moviola gli dà ragione: gol regolarissimo.A San Siro, l’Inter, che dopo 5 anni passa il testimone tricolore ai “Cugini”, stravince 3 – 1 contro la Fiorentina e fa sempre più suo il secondo posto in classifica. I viola provano a sfondare la difesa nerazzurra con Gilardino che colpisce in pieno la traversa. L’undici di Leonardo reagisce prima con una girata di Pazzini, al 25esimo e tre minuti più tardi, con Cambiasso che segna di testa. Nella ripresa, Gilardino accorcia le distanze, ma l’Inter si riporta avanti con Coutinho che su calcio piazzato chiude i conti.Altro verdetto per la stagione agonistica in corso: dopo il Bari, anche il Brescia saluta la serie A. Al Rigamonti, le rondinelle vengono sconfitte 2 – 1 dal Catania che punto su punto sta conquistando la permanenza nella massima serie. I novanta minuti non hanno regalato grandi emozioni, ma gli etnei, al 27esimo, passano in vantaggio con Silvestre che batte Arcari. Al 78esimo, è Bergessio che raddoppia. Diamanti, al 91esimo, segna su punizione, ma la massima serie, ormai, per la formazione di Iachini è persa.Salvezza sempre più vicina, invece, per il Cesena che surclassa il Cagliari per 2 – 0. Tre punti d’oro per gli emiliani che mantengono il vantaggio di due punti sul Lecce a due partite dal termine del campionato. Al Sant’Elia, segna, al 53esimo, Jimenez e all’85esimo, il neo entrato Malonga. Il Cagliari allenato da Donadoni rimedia una sconfitta, ma comunque è certo della permanenza nella massima serie.Reti inviolate tra Parma e Bologna che portano a casa un punto ciascuno. I gialloblù cercano, in ogni modo, di battere Viviano con Giovinco e Valiani che colpisce in pieno la traversa. Un legno anche per il Bologna con Morleo. La salvezza è praticamente a portata di mano per entrambe le formazioni, manca solo la matematica a decretarne la certezza.Nel derby della Lanterna, posticipo della domenica, il Genoa spinge la Sampdoria sempre più in serie B. rieI blucerchiati perdono 2-1 e restano terz’ultimi in classifica a due lunghezze in meno dal Lecce. Al 46esimo, il Genoa si porta avanti con la rete firmata da Floro Flores e al 66esimo, Pozzi ristabilisce la parità. E’proprio allo scadere, per l’esattezza al 97esimo, che Boselli trova il colpo vincente e inguaia gli uomini di Cavasin. Lunedì sera la Juventus tenterà il tutto per tutto, contro il Chievo, per avvicinarsi alla zona Champions.La classifica: Milan 78 ( Campione d’Italia), Inter 72, Napoli 68, Udinese 62, Lazio 60, Roma 60, Juventus 56, Palermo 53, Fiorentina 49, Genoa 48, Cagliari 44, Catania 43, Chievo 42 e Parma 42, Bologna 41, Cesena 40, Lecce 38, Sampdoria 36, Brescia 31 (retrocessa in serie B), Bari 21 (retrocesso in serie B).Sabato 14 maggio, per il 35esimo turno, la Lazio sarà impegnata in casa contro il Genoa e il Milan, a San Siro festeggerà la vittoria tricolore contro il Cagliari.
Domenica 15 maggio, invece, il match clou è Napoli – Inter che si giocherà in notturna. Le altre partite sono: Fiorentina – Bologna (ore 12.30); Bari – Lecce; Catania – Roma; Cesena – Brescia; Chievo – Udinese; Parma – Juventus e Sampdoria – Palermo.

Raffaella Picciani

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lunedì 2 maggio 2011

Il film del campionato

Dal blog del Guerin Sportivo
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Per il Brescia molto rammarico, serie cadetta vicina e un solo punto, nonostante il vantaggio ripetutosi per tre volte. Punto alquanto inutile anche per i blucerchiati che si avvicinano sempre di più alla retrocessione.Sorride il Catania che batte per 2 – 0 il Cagliari e guadagna tre punti d’oro per la permanenza nella massima serie. Silvestre porta in vantaggio i siciliani al 35esimo e quattro minuti dopo, ci pensa Bergessio a bissare e a far salire i rosazzurri a 40 punti in classifica.Al Tardini, un super Parma manda ko il Palermo per 3 – 1 e si avvicina alla salvezza. I gialloblu avanti con Dzemaili che ribatte in porta il rinvio di Sirigu, si portano sul doppio vantaggio con Modesto al 18esimo e Candreva firma il tris nel finale. Inutile il gol del momentaneo 2 – 1 dell’undici allenato da Delio Rossi, firmato da Pastore.A tre giornate dal termine, il Chievo è quasi salvo. L’undici di Pioli, al Bentegodi, passa per 1 – 0 sul Lecce e sale a 42 punti. L’uomo partita è Rigoni che gonfia la rete dopo aver ribattuto una respinta di Rosati.
Il Lecce prova a cercare il pari con Corvi e Chevanton, ma non riesce nell’impresa. Per i giallorossi restare in A diventa quasi un miraggio, essendo terz’ultimi in classifica e rischiando non poco.L’Inter e Pazzini, nell’anticipo del sabato, rimandano la festa del Milan. Sul campo del Cesena, i romagnoli passano in vantaggio, all’undicesimo del secondo tempo, con Budan. I nerazzurri sembrano avvicinarsi alla sconfitta, ma nella zona recupero accade l’incredibile: Pazzini, neo entrato, segna al 91esimo e replica al 95esimo e regala la vittoria ai nerazzurri. Cesena beffato e secondo posto quasi sicuro per l’undici di Leonardo.Anche il Napoli è in piena zona Champions: al San Paolo, Hamsik è il giustiziere del Genoa che perde per 1 – 0.Nel posticipo serale della domenica di campionato, la Roma esce vittoriosa dalla sfida contro il retrocesso Bari per 3 – 2. I giallorossi conquistano i tre punti e sono a un solo punto dal quarto posto, ora occupato dalla Lazio che lunedì sera se la dovrà vedere con la Juventus.
I biancorossi passano in vantaggio, al 25esimo, con Bentivoglio che dagli undici metri non sbaglia. Cinque minuti più tardi, Totti pareggia su punizione, ma il Bari, al 41esimo, torna in vantaggio con il gol di Huseklepp. Nella ripresa, ancora a segno, al 57esimo, il capitano giallorosso che al 78esimo sbaglia dagli undici metri e spedisce la palla sul palo. E’ Rosi che regala la vittoria all’undici capitolino con il gol messo a segno al 95esimo. Espulsi De Rossi, Perrotta e Glik. Francesco Totti con la doppietta contro i pugliesi supera Roberto Baggio (205) nella classifica dei marcatori più prolifici della serie A, attestandosi a quota 206 e festeggia il record con la maglietta “The King of Rome is not dead” ovvero “Il Re di Roma non è morto”.La classifica: Milan 77, Inter 69, Napoli 68, Lazio 60, Roma 59, Udinese 59, Juventus 53, Palermo 50, Fiorentina 49, Genoa 45, Cagliari 44, Chiedo 42, Parma 41, Catania 40, Bologna 40 Cesena 37, Sampdoria 36, Lecce 35, Brescia 31, Bari 21 (retrocesso in serie B).Il prossimo turno potrebbe regalare il tricolore al Milan, impegnato all’Olimpico contro la Roma (sabato alle ore 20.45), il Palermo se la vedrà con il Bari ( sabato ore 18), domenica alle 15 si giocheraà Bologna – Parma, Brescia – Catania, Cagliari – Cesena, Inter – Fiorentina, Lecce – Napoli, Udinese – Lazio. Posticipo serale, il derby di Marassi tra Genoa e Sampdoria (ore 20.45). La Juventus sarà chiamata, lunedì alle ore 20.45, all’esame Chievo.

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giovedì 21 aprile 2011

Cento anni di sport...Il blog del Guerin sportivo per un calcio molto slowfootball!

Il bog guerinsportivo.it è una casa, un ritrovo per sportivi veri. Non si limita ad essere la versione on-line del famoso Guerino cartaceo, il mensile che tra pochi mesi festeggerà i cento anni di vita. Il blog, nella sua interezza, può essere concepito come una vera e propria enciclopedia del calcio italiano, senza, però, tralasciare altri sport, a livello nazionale e internazionale, come il tennis, la Formula uno, l’atletica, il ciclismo ed il basket.
Il sito è composto da una macro sezione, denominata proprio Guerin Sportivo in cui è possibile consultare tutte le news e gli articoli dedicati, in special modo, al mondo del pallone. Inoltre, il blog ha 4 micro sezioni dedicate che sono: il Corsivo, curato dal direttore del blog nonché del mensile, Matteo Marani, Mr Football, firmato da Roberto Gotta, Il Mondo siamo noi, regno di Alec Cordolcini e L’Indiscreto, redatto da Stefano Olivari. Non solo testi, ma anche foto e video: sono molte le fotogallery dedicate ad eventi speciali come il Campionato di Serie A o la Champions League.
I contenuti sono aggiornati quotidianamente e la particolarità del sito, oltre, appunto, alla pubblicazione di “chicche” sul mondo calcistico e non solo, è insita nella interattività e nell’entusiasmo di coinvolgere gli utenti ed i lettori che, con iniziative pensate ad hoc, diventano loro stessi protagonisti della rete con interviste, giochi e concorsi. L’evento del momento è proprio il concorso celebrativo dei 100 anni del Guerin Sportivo: i primi 250 utenti che si registreranno al sito, riceveranno direttamente a casa, una copertina, a scelta, del sempreverde Guerin.
Un sito che racchiude in sé più cento anni di sport, cento anni di notizie, di curiosità, di leggende e perché no, di vita, dedicati agli appassionati ed agli amanti di un calcio pulito ed appassionante.

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lunedì 18 aprile 2011

Inler e Denis: esultare alla slowfootball

Ci eravamo lasciati appena prima di Natale, era il 23 dicembre quando avevo scritto l’ultimo articolo per questa mia amata rubrica sul Blog SLOWFOOTBALL. Sarà per l’importanza del personaggio trattato, il grande “vecio” Enzo Bearzot, oppure per il positivo effetto che evidentemente fanno su di me le Feste comandate, ma in questa settimana che precede la Pasqua, mi è tornato lo stimolo di scrivere per sottolineare e far notare un atteggiamento o un comportamento che mi è sembrato degno di nota, sempre nel “solco” tracciato dalla filosofia SLOWFOOTBALL.
Lo spunto mi viene dalla partita Napoli – Udinese, posticipo serale della giornata di Serie A, ed i personaggi in questo caso sono due giocatori dell’Udinese: Inler e Denis. Gli autori dei due gol della vittoria friulana, entrambi protagonisti di un gesto tecnico di rara bellezza sia per esecuzione sia per precisione della conclusione a rete. Entrambi tatticamente perfetti, il primo abile ad intercettare un avventato passaggio avversario in zona pericolosissima (per il Napoli) con l’immediata intenzione di andare al tiro non appena conquistata palla, il secondo molto bravo a smarcarsi dietro le spalle del marcatore avversario per farsi “pescare” dallo stupendo cross sul secondo palo di Armero. Altissimo livello di scelte ed esecuzioni tecnico-tattiche cui si aggiunge, e di qui la segnalazione per il Very Slowfootball People”, una esultanza particolare, che secondo me rende onore a due giocatori e, prima ancora, due persone di valori forti. Inler che non esulta non credo assolutamente possa essere considerato semplicemente “ruffiano” del suo futuro pubblico, in funzione di un ventilato ed eventuale possibile passaggio proprio al Napoli nella prossima stagione. Non penso proprio che abbia già trovato un accordo con i partenopei, come i maligni potrebbero pensare. Semplicemente, pur essendo immensamente felice per il gol importantissimo messo a segno per la sua squadra, come normale che sia, da buon Svizzero serio e concreto (non a caso i friulani lo adorano…), festeggia anche solo con la fierezza dello sguardo con il quale riceve l’abbraccio dei compagni.  Denis, seconda segnalazione per lui, che esulta chiedendo scusa ai suoi ex tifosi, è un piacevole “paradosso” che ne fa risaltare la personalità positiva. Rispetto ed affetto per i suoi ex sostenitori e squadra che stanno lottando per un traguardo inimmaginabile come lo scudetto, al quale il tuo gol sta dando una mazzata forse decisiva. Ma allo stesso tempo la gioia e l’orgoglio di aver segnato il gol probabilmente decisivo per portare a casa una vittoria fenomenale, sia per la difficoltà della partita, sia per l’importanza del risultato in chiave Champions….! Preferisco tutta la vita un esultanza forse troppo “contenuta”, come quella dei due bianconeri,
rispetto alle purtroppo sempre più frequenti esultanze esagerate, tipo togliersi la maglia ed altre scene di isteria varia anche per gol non così belli e/o importanti.
Maurizio Trombetta

lunedì 28 febbraio 2011

Giornata Mondiale della Lentezza!

Rallentate! Questa è la parola d’ordine della Giornata Mondiale della lentezza, un'iniziativa arrivata ormai alla sua quinta edizione e che si svolge in contemporanea in varie città del mondo, comprese quelle italiane.
Letture, spettacoli, passeggiate e tante altre iniziative sono proposte in questa giornata per concentrare l'attenzione sul buon uso del tempo e riflettere sui danni economici, ambientali e socio-culturali del vivere a folle velocità.
Per l’occasione è stato stilato anche un vademecum da applicare rigorosamente almeno per un giorno: svegliarsi cinque minuti prima per farsi la barba, truccarsi oppure far colazione senza fretta; evitare di arrabbiarsi se si è in coda o nel traffico; lasciare a casa la macchina e fare quattro passi a piedi; non rispondere al cellulare; ricordarsi di salutare sempre in modo cortese.
Secondo l’Associazione "L’Arte di vivere con lentezza", che ha curato l’iniziativa in Italia, questo vuole essere un giorno per pensare e per premiare chi non corre, chi vuole fermarsi a riflettere e capire; insomma un momento per elogiare la lentezza e non colpevolizzarla.
Anche la scelta del lunedì non è casuale: è il giorno in cui più di altri è difficile rallentare proprio perché la settimana riparte e i ritmi sono serratissimi.

giovedì 23 dicembre 2010

Very Slowfootball Person: Rafa Benitez - Enzo Bearzot

Io, Maurizio Trombetta uno dei fondatori/ideatori del movimento “Slowfootball” sto con Rafa Benitez.
Si lo so non è facile prendere una posizione precisa e definita, soprattutto in questo momento in cui sono ancora in via di definizione le decisioni che riguardano la Società nerazzurra, reduce dal successo mondiale (assolutamente da rivedere la formula, il Mazembe non può essere considerata la squadra numero 2 al mondo), ma che sta attraversando un periodo particolarmente difficile e delicato.
Ma per ora, per il modo in cui si è comportato, in maniera professionale e con dichiarazioni anche abbastanza pacate dopo un periodo molto difficile, sto con l’allenatore.
E chiudo qui, senza altre argomentazioni, perché nel frattempo, purtroppo, è successo che è mancato Enzo Bearzot.
Ed allora a proposito di allenatori…
Grande Allenatore della Nazionale Campione del Mondo nell’82 in Spagna, quando io appena mi affacciavo alla carriera di calciatore, in un’estate che per me ha segnato il passaggio dalle fila del Settore Giovanile dell’Udinese a quelle del Catanzaro in Serie A.
E chi più  e meglio di lui può rappresentare lo spirito ed il sentimento “slowfootball”…!
Uomo di sport, friulano di origine,  capace di raggiungere enormi successi sportivi, anche e soprattutto in funzione di un comportamento basato su valori umani e fatto di relazioni interpersonali “forti”.
Non ho avuto la fortuna di conoscerlo personalmente, ma leggendo i giornali di oggi naturalmente la commozione sale spontanea, nel ricordo di un uomo grande che è rimasto semplice.
Valori, rispetto, “gruppo”… alcune delle parole che ricorrono nei servizi e sugli articoli che lo riguardano in queste ore.
Perciò non credo sia giusto aggiungere nient’altro a ciò che dicono persone che lo hanno conosciuto e vissuto molto più di me, ma solo apprezzare e tenere sempre come preciso punto di riferimento mio personale (e perché no anche di tutta la categoria degli allenatori…), in quest’occasione, il suo modo di essere ammirevolmente… “SLOWFOOTBALL”.
Mandi “vecio”.
Maurizio Trombetta

  

giovedì 16 dicembre 2010

Una finezza estetica di grande sostanza...

VSP of the week : Denis!
Comincia a diventare un abitudine… Ma probabilmente, essendo io un ex attaccante (fra l’altro non uno che facesse molti gol), sono più portato a tenere in considerazione i gesti tecnici dei giocatori di attacco.
Questa volta voglio segnalare come personaggio “slowfootball” della settimana, ancora una volta una punta ex Napoli: “El Tanque” German Denis.
Colpo di tacco in mezzo all’area di rigore, dopo un controllo su palla filtrante, a smarcare l’accorrente Di Natale per un appoggio in rete facile facile. Non un gesto tecnico difficilissimo, ma mi ha emozionato, per quello che ha rappresentato per il giocatore e per quello che ha significato il gol per la squadra. Il gol della vittoria, meritatissima per l’Udinese, ma non assolutamente facile per come si era messa la partita, con la Fiorentina in vantaggio nel primo tempo sull’unico tiro in porta. Una prima importante soddisfazione per Denis, reduce da infortunio, acquistato come giocatore importante, ma che sta facendo fatica ad imporsi in squadra. Non è certo un giocatore prettamente tecnico “El Tanque”, ma è stato bello vederlo fare una finezza estetica di grande sostanza, in quanto necessaria ed utilissima per permettere la conclusione facile per il compagno meglio appostato, fra l’altro a conclusione di un azione corale molto bella ed insistita.
Aveva già provato un colpo di tacco a metàcampo, dando prova di non essere un palleggiatore sopraffino ed al contempo di “strafare” un poco, dimostrando di volersi mettere in evidenza in modo forse eccessivo.
Aveva manifestato subito grande impegno e voglia di fare appena entrato in campo in sostituzione di Ashamoa, ma con troppa foga e qualche imprecisione. Spero che Denis si renda conto il più presto possibile di avere esattamente le caratteristiche adatte per diventare un beniamino del tifoso friulano: mettere in campo tutto quello che si ha, con il massimo impegno e dedizione per la “maglia”; pazienza se con qualche limite di morbidezza di piede. Io dico che è più forte del “Pampa” Sosa, che qualcosa qui ad Udine aveva fatto. E poi mi sembra che con Di Natale e Sanchez per quanto riguarda i “numeri” e le finezze tecniche l'Udinese non sia messo proprio malaccio…! Dunque Very Slowfootball persone of the week Denis e siccome siamo di Slowfootball aspettiamo le prossime sue magie...

Maurizio Trombetta